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Santi Protettori

Sant’Aldemario di Capua (985-1070?). Fu abate benedettino e fu il primo protettore di Bucchianico. Il suo corpo è conservato nella chiesa di Sant’Urbano. La sua festa si celebra il 6 ottobre.

Beato Benedetto Idropico da Bucchianico. Insigne filosofo e matematico, fu frate francescano che morì a Bucchianico il 12 marzo 1270 in fama di santità. Il suo corpo è sepolto nella chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo.

San Camillo de Lellis (nato a Bucchianico il 25 maggio 1550 e morto a Roma il 14 luglio 1614). Fu il fondatore dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani). Protettore di Bucchianico dal 1623 e di Chieti dal 1624. Fu canonizzato nel 1746. I Papi successivi lo elessero celeste patrono della sanità civile e militare, degli ospedali e delle case di cure, degli ammalati, della Regione Abruzzo. È considerato precursore della Croce Rossa. I Camilliani sono presenti nei cinque continenti. Viene festeggiato il 14 e 15 luglio.

Sant’Urbano I Papa e Martire. È il protettore principale di Bucchianico. Le sue reliquie sono custodite dal 1243 nella chiesa di Sant’Urbano. Bucchianico in suo onore, da circa sette secoli celebra nella domenica precedente il 23 maggio, nonché il 24 e 25 maggio, la famosa Festa dei Banderesi.

San Camillo de Lellis: il Santo di Bucchianico

Bucchianico ha dato i natali a San Camillo de Lellis, il Gigante della Carità, che alla fine del Cinquecento creò l’ordine dei Camilliani e innovò l’assistenza sanitaria creando un modo nuovo di approcciarsi al malato visto come insieme di corpo e di spirito. Non a caso San Camillo è patrono della Sanità militare e civile, degli ammalati e degli operatori sanitari. È co-patrono, assieme a San Gabriele dell’Addolorata, della Regione Abruzzo.

Estremamente interessante è la vita di questo Santo. Il 25 maggio 1550, mentre la madre, Camilla de Compellis era alla chiesa di Sant’Urbano per assistere alla celebrazione della messa, ebbe i dolori pre-parto. Tornò subito a casa e si fermò, per sua scelta, alla stalla. È lì che diede alla luce Camillo. Questo, dopo una gioventù turbolenta, si convertì a 25 anni ed entrò a far parte dell’Ordine dei francescani con il nome di fra Cristofaro. In seguito si adoperò per creare un nuovo Ordine che ai tre voti di castità, povertà ed obbedienza aggiunse quello di “servire i malati, anche gli appestati, con rischio della vita”. Era il 21 settembre 1591 quando il papa Gregorio XIV riconobbe questo Ordine che si fece subito apprezzare per la fede e il coraggio. I Camilliani operarono nel Lazzaretto di manzoniana memoria ed ovunque venivano chiamati per combattere contro la peste. Si impegnarono a curare i malati, anche a rischio della loro vita, con la stessa amorevolezza con la quale una madre cura il proprio unico figlio. Prestarono il loro servizio in ospedali di tutta la penisola.

Molte le costruzioni di Bucchianico che ricordano la sua vita terrena: la casa natale, il convento costruito da lui stesso, il Santuario edificato subito dopo la sua morte, il chiostro, la cripta, il museo.

Un Santo amato dal popolo e tenuto nella dovuta considerazione dalla Chiesa. Una sua statua è collocata nella navata centrale interna della Basilica di San Pietro in Roma (una sua copia troneggia nella facciata del Santuario del Santo a Bucchianico) ed un’altra è stata posta nel 1969 su una delle più alte guglie del Duomo di Milano (una sua copia è osservabile nel Museo del Santo, a Bucchianico).

L’Ordine dei Camilliani è oggi presente nei cinque continenti in 43 paesi ed opera dove maggiore è la povertà, tra i lebbrosi, malati di Aids, emarginati, ecc.